Non ti voglio donare una cosa banale
ti dono qualcosa per farti pensare,
ti auguro speranza per non disperare,
ti auguro vita perché l'hai data.
Ti regalo amore per farti amare
ti regalo tempo per farmi cercare
ti guido nel buio per farti sognare,
ti guido lontana per non farti trovare.
Ti porto un fiore per farti felice,
ti porto in porto per farti approdare,
ti parlo piano per non farti svegliare,
ti parlo ancora perché sai ascoltare.
Ti guardo negli occhi per trovare la luce,
ti guardo e con te sono felice.
mercoledì 4 novembre 2026
martedì 3 novembre 2026
Il gabbiano
Su quella bianca roccia remota e solitaria
su un verde mare e sotto un cielo azzurro
un gabbiano riposa per trovar ristoro.
Chissà quando tornerà al suo nido.
Placido e armonioso
il suo volo poi riprende su quelle
quiete acque sospinto solo da leggeri venti.
Stanco anch'io cerco pace e abbandono
ma non ho ali per volar lontano.
su un verde mare e sotto un cielo azzurro
un gabbiano riposa per trovar ristoro.
Chissà quando tornerà al suo nido.
Placido e armonioso
il suo volo poi riprende su quelle
quiete acque sospinto solo da leggeri venti.
Stanco anch'io cerco pace e abbandono
ma non ho ali per volar lontano.
lunedì 2 novembre 2026
La barchetta rossa e blu
E quando voglio andare a spasso con il tempo
do la mano a quel diario che insieme abbiamo scritto.
Di strada, come sai, ne abbiamo già in memoria,
salite sotto forti temporali, discese ardite ed anche scivolose.
Di acqua sotto il ponte, di quelle nostre passeggiate,
ne scorre ancora ma un po' più dolcemente,
sembra voler accompagnare il nostro passo,
andare insieme come sempre.
In fondo a quelle pagine, che da tempo non scorrevo
ho trovato, ancorata, come a una insenatura,
una barchetta tutta rossa e blu di scrittura.
Tra il dire ed il fare non so che c'è voluto,
l'ho lasciata andare in mare e con lo sguardo l'ho seguita.
La corrente, senza fretta, lontana l'ha portata,
adesso naviga felice e scopre nuovi mondi,
avvista nuove terre e magnifici orizzonti
e se poi in mare trova uomini infelici
li accoglie con sé verso porti più sicuri.
do la mano a quel diario che insieme abbiamo scritto.
Di strada, come sai, ne abbiamo già in memoria,
salite sotto forti temporali, discese ardite ed anche scivolose.
Di acqua sotto il ponte, di quelle nostre passeggiate,
ne scorre ancora ma un po' più dolcemente,
sembra voler accompagnare il nostro passo,
andare insieme come sempre.
In fondo a quelle pagine, che da tempo non scorrevo
ho trovato, ancorata, come a una insenatura,
una barchetta tutta rossa e blu di scrittura.
Tra il dire ed il fare non so che c'è voluto,
l'ho lasciata andare in mare e con lo sguardo l'ho seguita.
La corrente, senza fretta, lontana l'ha portata,
adesso naviga felice e scopre nuovi mondi,
avvista nuove terre e magnifici orizzonti
e se poi in mare trova uomini infelici
li accoglie con sé verso porti più sicuri.
domenica 1 novembre 2026
Meccaniche divine
Fu mentre passeggiavo, o forse fu un sogno,
che sostai non per la fatica di quei sentieri
ma perché rapito e in preda dei miei pensieri
su una panchina, all'ombra di un castagno.
Sentivo alto e tra le foglie di quel fitto bosco
il timido rintocco di una campanella
che mi condusse ai piedi di una minuscola cappella
lì sostai perplesso e un po' commosso.
Appena fuori di quella piccola chiesetta
e il sole vicino al suo tramonto
incontrai in un campo intento nel suo lavoro
un contadino e una donnetta.
Rivolsi loro il mio saluto
e dal tono pacato della risposta
colsi certo l'invito per una sosta.
Come vecchi amici sedemmo attorno al fuoco
della sua casetta vicina a quel campo
e tra un bicchier di vino e come per gioco
portammo a galla storie senza tempo.
Avevo in tasca per le mie letture
quando tra quelle vette solevo andare
il libro Sacro delle Scritture
e perché grato a lui decisi di donare.
Tra lo stupore e l'imbarazzo
sentiva il peso di quel mio dono
e quel libro assai lontano
dal suo mondo contadino.
Ritornai lì dopo tempo e davanti a quel camino
parlò di quei vangeli con un bicchier di vino
di come riviveva in quegli scritti il quotidiano
tra gli alberi gli uccelli e il suo campo di grano
e la vigna che con maestria
anche Gesù pota per il bene umano.
Riflettevo e con l'anima rapita
dalle realtà umane insite nelle Scritture
come il contadino ne leggesse la sua vita.
che sostai non per la fatica di quei sentieri
ma perché rapito e in preda dei miei pensieri
su una panchina, all'ombra di un castagno.
Sentivo alto e tra le foglie di quel fitto bosco
il timido rintocco di una campanella
che mi condusse ai piedi di una minuscola cappella
lì sostai perplesso e un po' commosso.
Appena fuori di quella piccola chiesetta
e il sole vicino al suo tramonto
incontrai in un campo intento nel suo lavoro
un contadino e una donnetta.
Rivolsi loro il mio saluto
e dal tono pacato della risposta
colsi certo l'invito per una sosta.
Come vecchi amici sedemmo attorno al fuoco
della sua casetta vicina a quel campo
e tra un bicchier di vino e come per gioco
portammo a galla storie senza tempo.
Avevo in tasca per le mie letture
quando tra quelle vette solevo andare
il libro Sacro delle Scritture
e perché grato a lui decisi di donare.
Tra lo stupore e l'imbarazzo
sentiva il peso di quel mio dono
e quel libro assai lontano
dal suo mondo contadino.
Ritornai lì dopo tempo e davanti a quel camino
parlò di quei vangeli con un bicchier di vino
di come riviveva in quegli scritti il quotidiano
tra gli alberi gli uccelli e il suo campo di grano
e la vigna che con maestria
anche Gesù pota per il bene umano.
Riflettevo e con l'anima rapita
dalle realtà umane insite nelle Scritture
come il contadino ne leggesse la sua vita.
sabato 31 ottobre 2026
Boccioli rossi rampicanti
Il vento caldo dell'estate soffiava forte
un ramo verde e le sue spine
caddero nell'acquario del mio giardino.
La corrente disperdeva i petali
simili a farfalle libere di volare
apparivano in cielo come macchie di colore.
Il tempo lentamente trascorreva
mutava l'aspetto del mio verde prato
non spirava più lo scirocco
ma freschi aliti primaverili.
Fuori boccioli rossi rampicanti
attorno alla mia finestra e il sole a riscaldarli
dentro la mia stanza l'infinito.
un ramo verde e le sue spine
caddero nell'acquario del mio giardino.
La corrente disperdeva i petali
simili a farfalle libere di volare
apparivano in cielo come macchie di colore.
Il tempo lentamente trascorreva
mutava l'aspetto del mio verde prato
non spirava più lo scirocco
ma freschi aliti primaverili.
Fuori boccioli rossi rampicanti
attorno alla mia finestra e il sole a riscaldarli
dentro la mia stanza l'infinito.
venerdì 30 ottobre 2026
Scriverò alla luna
Scriverò alla luna
che illumini le tue notti
leggerai i miei versi
che parlano di speranza
portano lontano
verso cieli nuovi.
Ci sarà il sole a scaldare
il battito delle tue ali
il vento ti porgerà la mano
ti condurrà in alto come aquilone
e quando il tuo corpo stanco di volare
si poserà leggero ti verrò a cercare.
che illumini le tue notti
leggerai i miei versi
che parlano di speranza
portano lontano
verso cieli nuovi.
Ci sarà il sole a scaldare
il battito delle tue ali
il vento ti porgerà la mano
ti condurrà in alto come aquilone
e quando il tuo corpo stanco di volare
si poserà leggero ti verrò a cercare.
giovedì 29 ottobre 2026
Del primo perduto amore
Riflesse sui canali della laguna
gondole nere sull'acqua dalle sfumature rosa
gabbiani in volo e lontano il suono lento
di campane dopo il tramonto.
Dorme la città, lampioni come sentinelle
sul ponte a illuminare il tratto
di anonimi passanti.
Sola sui gradini di una chiesa
il pianto di una tenera fanciulla
il volto triste tremanti le mani.
Non per il freddo di questa
malinconica giornata
ma per l'onda che l'ha travolta,
tzunami del primo perduto amore.
gondole nere sull'acqua dalle sfumature rosa
gabbiani in volo e lontano il suono lento
di campane dopo il tramonto.
Dorme la città, lampioni come sentinelle
sul ponte a illuminare il tratto
di anonimi passanti.
Sola sui gradini di una chiesa
il pianto di una tenera fanciulla
il volto triste tremanti le mani.
Non per il freddo di questa
malinconica giornata
ma per l'onda che l'ha travolta,
tzunami del primo perduto amore.
mercoledì 28 ottobre 2026
Un'altra nota
E' tempo di riporre questi momenti
tra le cose migliori da ricordare,
chiudere gli occhi e riportare indietro il tempo,
come salmoni risalir la corrente,
ai momenti felici e ferirsi d'amore.
Rileggerò a ritroso, sul mio quaderno,
i versi scritti al frinir delle cicale,
all'ombra di un verde castagno
o seduto accanto a un ruscello
al fluire delle sue fresche acque.
Quando inizierà un nuovo giorno
chiuderò in un cassetto il senso
di questa estate, custodirò la chiave,
la batterò sulle altre,
aggiungerò un'altra nota a questa mia melodia.
tra le cose migliori da ricordare,
chiudere gli occhi e riportare indietro il tempo,
come salmoni risalir la corrente,
ai momenti felici e ferirsi d'amore.
Rileggerò a ritroso, sul mio quaderno,
i versi scritti al frinir delle cicale,
all'ombra di un verde castagno
o seduto accanto a un ruscello
al fluire delle sue fresche acque.
Quando inizierà un nuovo giorno
chiuderò in un cassetto il senso
di questa estate, custodirò la chiave,
la batterò sulle altre,
aggiungerò un'altra nota a questa mia melodia.
martedì 27 ottobre 2026
Fotografia andata e ritorno
Conservo una mia fotografia
seduto su un puff bianco guardo intorno
le cose che la vita mi sta mostrando.
I pugni chiusi due gambe forti
e sguardo già lontano
per lottare e scalare vette
col mio inceder lesto.
Coglierò l'istante
e come bolla di sapone
m'innalzerò leggero e poi sparire.
seduto su un puff bianco guardo intorno
le cose che la vita mi sta mostrando.
I pugni chiusi due gambe forti
e sguardo già lontano
per lottare e scalare vette
col mio inceder lesto.
Coglierò l'istante
e come bolla di sapone
m'innalzerò leggero e poi sparire.
lunedì 26 ottobre 2026
Nettare amaro
Combatto l'ostinato vento
che scuote il velo di false parole
brivido freddo che esplode dentro
e punta al cuore.
Nate per l'uso e poi abusate
mescolate confuse manipolate
dall'abile impiego alla corte dei falsi.
Duelli d'onore macchiati di rosso
offese insulti senza decoro
grappoli raccolti per vendemmiare
acini marci di nettare amaro.
Una coltre di neve tutto ricopre
di soffici fiocchi e candido colore
il geniale gioco di pittori
maestri geniali grigi impostori.
che scuote il velo di false parole
brivido freddo che esplode dentro
e punta al cuore.
Nate per l'uso e poi abusate
mescolate confuse manipolate
dall'abile impiego alla corte dei falsi.
Duelli d'onore macchiati di rosso
offese insulti senza decoro
grappoli raccolti per vendemmiare
acini marci di nettare amaro.
Una coltre di neve tutto ricopre
di soffici fiocchi e candido colore
il geniale gioco di pittori
maestri geniali grigi impostori.
domenica 25 ottobre 2026
Silente sogno
Fragile illusione che insinui turbamenti
non sarà la notte complice segreta
a placar la sete dei tuoi reconditi pensieri.
Del tuo buio temo il grido
che intorno cinge stretto abbraccio
soffoca e fonde come l'onda il naufrago.
Lasciami relitto al largo
raccoglier vento e navigare mari aperti
strappar radici di struggenti amori.
Ciò che resta è quel che non muta
l'attesa eterna del tuo ritorno
e io mi abbandono stanco
e silente sogno.
non sarà la notte complice segreta
a placar la sete dei tuoi reconditi pensieri.
Del tuo buio temo il grido
che intorno cinge stretto abbraccio
soffoca e fonde come l'onda il naufrago.
Lasciami relitto al largo
raccoglier vento e navigare mari aperti
strappar radici di struggenti amori.
Ciò che resta è quel che non muta
l'attesa eterna del tuo ritorno
e io mi abbandono stanco
e silente sogno.
![]() |
| Foto Giuseppe Napoli |
sabato 24 ottobre 2026
L’ultimo miglio
Fragili foglie cadute a settembre
spazzate lontane verso l'ultimo miglio,
portate dal maestrale che soffia forte,
dopo l'autunno il triste inverno.
Allora riposeranno su fredde panchine
che sanno di voglie di coppiette in calore
di appassionati baci e promesse d'amore.
Timide e sole stanche e indifese,
strappate dal quel ramo natio,
non sarà più l'ombra che potranno donare
ma il fruscio in volo prima
del meritato abbandono.
Concerto trasportato dal vento.
spazzate lontane verso l'ultimo miglio,
portate dal maestrale che soffia forte,
dopo l'autunno il triste inverno.
Allora riposeranno su fredde panchine
che sanno di voglie di coppiette in calore
di appassionati baci e promesse d'amore.
Timide e sole stanche e indifese,
strappate dal quel ramo natio,
non sarà più l'ombra che potranno donare
ma il fruscio in volo prima
del meritato abbandono.
Concerto trasportato dal vento.
![]() |
| Foto Giuseppe Napoli |
venerdì 23 ottobre 2026
Ed è subito sera
E' l'autunno tutto dintorno è pace
l'aria si fa fredda e la nebbia
già nasconde come a custodirle
quelle vecchie baite ai piedi
del monte.
Uno stanco mulo segue il sentiero
torna solitario alla sua stalla
portando il peso del vecchio contadino
avvolto nel suo mantello nero.
Le ingiallite foglie dai caldi colori
danzano allegre sospinte dal vento
e poi leggere si posano sul placido rio.
Apro l'uscio di quel casolare
dove m'è dolce vivere il silenzio.
La legna scoppietta in quell'antico camino
quel che resta di un mozzicone di candela
un libro aperto attende invano
di raccontare la storia di quel perduto amore.
Mi abbandono su una vecchia poltrona
che attende di sentire il suo cigolio
sembra arrivare da un vetusto violino.
Il dolce suono di una campanella
e un chiacchiericcio sempre più vicino
ricordano che è l'ora della compieta.
l'aria si fa fredda e la nebbia
già nasconde come a custodirle
quelle vecchie baite ai piedi
del monte.
Uno stanco mulo segue il sentiero
torna solitario alla sua stalla
portando il peso del vecchio contadino
avvolto nel suo mantello nero.
Le ingiallite foglie dai caldi colori
danzano allegre sospinte dal vento
e poi leggere si posano sul placido rio.
Apro l'uscio di quel casolare
dove m'è dolce vivere il silenzio.
La legna scoppietta in quell'antico camino
quel che resta di un mozzicone di candela
un libro aperto attende invano
di raccontare la storia di quel perduto amore.
Mi abbandono su una vecchia poltrona
che attende di sentire il suo cigolio
sembra arrivare da un vetusto violino.
Il dolce suono di una campanella
e un chiacchiericcio sempre più vicino
ricordano che è l'ora della compieta.
giovedì 22 ottobre 2026
Il viaggio della speranza
Iniziava da lì da quella terra remota
il lungo viaggio della speranza.
Dormiva serena e ignara di tutto
portata a spalle da una madre bambina
era per lei il suo piccolo frutto.
Seguiva stanca il passo sicuro
di un uomo da lei creduto sincero.
Giunti che furono in quel “porto sicuro”
lui scomparve inghiottito dal buio.
Come affidata ad una staffetta
la donna partiva e la piccola piangeva.
Confusa e spaurita al cuore stringeva
la sua creatura che pena faceva.
Intanto le onde di quel mare bastardo
forte sbattevano quel gommone sgonfiato.
Le ore passavano il vento soffiava
e più nessuno al natante pensava.
Sembrava a quel punto la fine del viaggio
ma invece iniziava la loro storia serena.
Un'onda mai vista
leggera e sicura con cura rapiva
la madre e la sua tenera Aisha.
Viaggiate sicure verso terre
lontane dove non può esistere il male.
Questa è una storia che ha
un lieto fine perché così nel mio sogno
doveva avvenire.
il lungo viaggio della speranza.
Dormiva serena e ignara di tutto
portata a spalle da una madre bambina
era per lei il suo piccolo frutto.
Seguiva stanca il passo sicuro
di un uomo da lei creduto sincero.
Giunti che furono in quel “porto sicuro”
lui scomparve inghiottito dal buio.
Come affidata ad una staffetta
la donna partiva e la piccola piangeva.
Confusa e spaurita al cuore stringeva
la sua creatura che pena faceva.
Intanto le onde di quel mare bastardo
forte sbattevano quel gommone sgonfiato.
Le ore passavano il vento soffiava
e più nessuno al natante pensava.
Sembrava a quel punto la fine del viaggio
ma invece iniziava la loro storia serena.
Un'onda mai vista
leggera e sicura con cura rapiva
la madre e la sua tenera Aisha.
Viaggiate sicure verso terre
lontane dove non può esistere il male.
Questa è una storia che ha
un lieto fine perché così nel mio sogno
doveva avvenire.
mercoledì 21 ottobre 2026
Ucraina resiste
È sera la notte è scesa
tutto tace in pace dietro le finestre
di questa mia vecchia casa.
Leggo il tramonto in cielo
tra le nuvole un volto umano
rivolto a est.
Testimone della storia
ricorda e racconta ai posteri
le bombe sull’Ucraina.
tutto tace in pace dietro le finestre
di questa mia vecchia casa.
Leggo il tramonto in cielo
tra le nuvole un volto umano
rivolto a est.
Testimone della storia
ricorda e racconta ai posteri
le bombe sull’Ucraina.
martedì 20 ottobre 2026
Vivo del passato
Le somiglia davvero questo
piccolo ritratto fatto
di versi antichi.
Dipinto una sera
al mare sotto un
cielo striato di rosso.
Ma ancora più mi appare
chiara di lei la visione
quando chiudo gli occhi
e riemerge il tempo andato.
Vivo del passato:
le gioie assaporate
i pomeriggi al tramonto
le stagioni dietro l'orizzonte.
![]() |
| Foto Giuseppe Napoli |
lunedì 19 ottobre 2026
Voli migranti
Amo il fruscio come di ali,
teneri versi planano su questo
tornano come rondini
negli antichi nidi memori
di agognate voglie.
E tu poeta dell'inverno ostile
consunto dal logorio dei tuoni
risveglia la voglia di rime nuove
senza scordare la stagione morta.
teneri versi planano su questo
foglio bianco.
Voli migranti negli azzurri cielitornano come rondini
negli antichi nidi memori
di agognate voglie.
E tu poeta dell'inverno ostile
consunto dal logorio dei tuoni
risveglia la voglia di rime nuove
senza scordare la stagione morta.
domenica 18 ottobre 2026
Senza un guscio
Sogno il sogno di una dolce sinfonia
la cerco nell'isola che non c'è
tra le onde sbattute sugli scogli
di questo freddo e grigio mare.
Non fanno così i perduti amori
le vuote conchiglie disperse
su spiagge deserte
dopo l'ultima mareggiata.
Le guardo e sento improvviso il vento
il silenzio è rotto e io sospeso
nella nebbia avvolto.
![]() |
| Foto Giuseppe Napoli |
sabato 17 ottobre 2026
Ciò che resta
Sogni svaniti nella nebbia del mattino
leggere visioni
flebili lucciole
incontro al principiante giorno.
Ciò che resta si fa piccolo
e poi scompare agli occhi
è il sole alto a scaldare questo vuoto
e la tua mano ad accompagnare
il mio nuovo oggi.
flebili lucciole
incontro al principiante giorno.
Ciò che resta si fa piccolo
e poi scompare agli occhi
è il sole alto a scaldare questo vuoto
e la tua mano ad accompagnare
il mio nuovo oggi.
venerdì 16 ottobre 2026
La voce della poesia
Pensieri che attraversano la mente
silenzi profondi come il mare
essenze che formano
radici spingono rami
di mani protese verso il cielo.
Su questo ordito tesso
la tela che cattura l'infinito.
essenze che formano
radici spingono rami
di mani protese verso il cielo.
Su questo ordito tesso
la tela che cattura l'infinito.
giovedì 15 ottobre 2026
E mi riscalda
L'eco è il vibrare delle tue ali
questa tua presenza lieve non
hai spazi da occupare riempie
i silenzi accarezza le lesioni e
mi riscalda.
mercoledì 14 ottobre 2026
Putia
Questa mia "putia" di spezie
profumate sembrava l'idea
di quel segreto dentro l'odore
del desiderio che maturava
la notte in luce.
Cannella anice cassia mi davano
quello che non possedevo come
l'aroma di un fiore fresco nel
deserto.
martedì 13 ottobre 2026
Corallo
La notte non può essere
che di corallo colorata
mutevole e imperfetta
nulla posso intuire se
cela un destino o il suo
rovescio.
lunedì 12 ottobre 2026
Ferro
Fragile si concede al fuoco
il ferro così impreparato mi
trova il tuo sgomento.
E' lontano chi ti ha amato e
in silenzio cerchi ciò che hai
perso.
La messe è povera il seme
che hai piantato sulla pietra
è bruciato.
All'orizzonte il volo di uccelli
migratori occhi colpevoli
seguono le loro ali.
domenica 11 ottobre 2026
Scirocco
Mediterraneo soffio che passa
non quello che spazza cieli ma
che trasforma movimento e
turbamento. Tutto appare e
scompare come sabbie del
deserto dispersi figli che se ne
vanno col silenzio alle spalle.
sabato 10 ottobre 2026
Buio
Di buio è la mia stanza
e di silenzio adorna il
senso della distanza
dal sole mi inquieta
nulla trattiene la notte
dall'eterno inverno.
venerdì 9 ottobre 2026
A Mary
Considerami conforto
quando ti sentirai sola
considerami luce se il
buio soffocherà i tuoi
pensieri considerami
alito di vento che
accarezzerà il tuo
cammino considerami
un piccolo fiore in un
angolo del tuo giardino.
Questo giorno
Cos'è che cerco in una
giornata fredda quando il
vento sferza e confonde
il senso dell'esistenza.
Questo giorno nasce e
più non muore mi manca
il rosso del tramonto
dell'alba nuova di un
mondo in pace.
giovedì 8 ottobre 2026
Senza incubi
Vivere nel silenzio scivolando
lento verso la notte dei sogni
senza incubi ne avrei paura.
mercoledì 7 ottobre 2026
Felicità
Felicità non ti vedo
sei qui nel silenzio
ti ho intorno lei sola
in me crede torna a
farmi visita eccomi
troppo presto poi
scompare.
martedì 6 ottobre 2026
Senza far rumore
Cos'è che manca è il silenzio
quello che invocavo quando ti
guardavo negli occhi e lontano
vedevo aquiloni volare senza
far rumore.
Le sicule coste
E così riparte un altro barcone
carico sempre di povera gente
che nulla chiede se non un pò d'amore.
Su quel placido mare, di quella notte di maggio,
spinto dal vento e da tanta speranza,
inizia per loro il lungo viaggio.
La luna che scorta la traversata
rischiara quel buio e il volto spaurito
di persone ignare e già condannate.
Un sogno accompagna quel mesto calvario
di chi vuol gridare ma non ha voce,
di chi vuole piangere il proprio disagio
ma senza più lacrime, solo coraggio.
Le sicule coste non sono un miraggio
ma la fine felice di questa avventura
di gente che accoglie e non solo di maggio.
carico sempre di povera gente
che nulla chiede se non un pò d'amore.
Su quel placido mare, di quella notte di maggio,
spinto dal vento e da tanta speranza,
inizia per loro il lungo viaggio.
La luna che scorta la traversata
rischiara quel buio e il volto spaurito
di persone ignare e già condannate.
Un sogno accompagna quel mesto calvario
di chi vuol gridare ma non ha voce,
di chi vuole piangere il proprio disagio
ma senza più lacrime, solo coraggio.
Le sicule coste non sono un miraggio
ma la fine felice di questa avventura
di gente che accoglie e non solo di maggio.
lunedì 5 ottobre 2026
La speme dentro
Rimarrà di tutto questo niente
quando ti cercherò seguendo
le tue impronte sarai il seme
di papavero come immensa
la speme dentro.
domenica 4 ottobre 2026
Se in montagna ci fosse il mare
Mi manca il silenzio della tua presenza
la stanza ha il vuoto che lascia il battito
delle tue ali la marea accompagna il mio
vivere.
E mentre guardo dentro questo spazio
spoglio penso:
se in montagna ci fosse il mare forse
saprei dove cercarti.
sabato 3 ottobre 2026
Il senso del futuro
E i tuoi libri letti dormono
tutt'intorno come corpi stesi
che non si risveglieranno mai.
Tante storie per non sentirsi
soli e la speranza estende il
senso del futuro.
venerdì 2 ottobre 2026
Già d'autunno
E la grandine bussa sulle persiane
l'aria profuma già d'autunno e di
settembre intorno porte dimenticate
cigolano spinte dal vento stanche
come i passi arrugginiti di un perduto
amore.
giovedì 1 ottobre 2026
Ascolta il canto
Dietro questa parete spessa
di illusioni l'ombra mostra
l'invenzione della mente e
ascolta il canto dell'infinito
strazio.
mercoledì 30 settembre 2026
Sulla spiaggia di questo Mare
Io non so se questa mia inquietudine
fatta di sguardi fissi sul mondo cadrà
nel buio dell'abbandono o un'alba rosa
sulla spiaggia di questo Mare.
Forse solo il tempo tiene lì la speranza
a scacciare la notte a far risorgere la
salvezza.
martedì 29 settembre 2026
Scie di ricordi lievi
Ora chiedo tutto alla poesia
inno solitario dei poeti così
liberi di schivare le più alte
vette lasciando scie di
ricordi lievi.
lunedì 28 settembre 2026
Come il sole
Tra un battito di ciglia
e l'altro lo spazio nero
di te a me.
Non importa se non ci
sei come il sole brillerai
in eterno.
domenica 27 settembre 2026
Tra realtà e pensiero
Quei ricordi nel grosso
libro dei miei silenzi
quella parte di me che
non rinnego vive dentro
tra realtà e pensiero.
sabato 26 settembre 2026
Dissolvermi nell'allontanarmi
E quelle stelle in questo cielo
buio come buchi di uscita
verso l'infinito altro ed io mi
immaginai dissolvermi
nell'allontanarmi.
venerdì 25 settembre 2026
Alzo lo sguardo
Alzo lo sguardo intorno è sera
dietro i vetri di quella
finestra chiusa la pioggia
investe lo sguardo
silenzioso e triste di una
bambina e mai saprò ciò
che la fa soffrire.
giovedì 24 settembre 2026
L'alba di un giorno nuovo
La tua scrittura strega e la mia lettura
l'accarezza vagando tra le pagine sento
il respiro dei tuoi racconti l'alito fresco
e degli antichi odori m' inebrio.
il respiro dei tuoi racconti l'alito fresco
e degli antichi odori m' inebrio.
mercoledì 23 settembre 2026
Francesco F.
Lo scirocco del mia pensiero
soffia domani quando sarà
lontano dirai a tutti che mai
avrebbero potuto dominarlo
è aria che troppo presto
scompare.
martedì 22 settembre 2026
Il tuo romanzo
Hai scardinato le mie porte
hai violato le mie stanze più segrete
hai violato le mie stanze più segrete
il vento caldo adesso soffia forte
ma chi sei se qui d'un tratto mi conduci
estraneo nei luoghi di quel passato.
Quei posti misteriosi ormai
scomparsi cancellati dall'atlante
della mia mente imperiose
folate di scirocco scoprono ogni
ricordo e come in un puzzle tutto si
ricompone.
Che ci faccio qui... scorgo una luce
lontana adesso rischiara anche la
speranza e l'assenza della mia terra
si fa presenza.
giovedì 12 febbraio 2026
Ma oggi è troppo tardi
Domani quando il mondo
delle apparenze cederà il
passo alla dignità della
ragione pura volgerai
lo sguardo oltre l'infinito.
Ma oggi è troppo tardi.
Iscriviti a:
Post (Atom)




















